LUNANA

A GRANDE RICHIESTA 

PROSSIMAMENTE NUOVAMENTE IN PROGRAMMAZIONE

 
PRIMA VISIONE

 

Regia: Pawo Choyning Dorji

Attori: Sherab Dorji - Ugyen, Ugyen Norbu Lhendup - Michen, Keldem Lhamo Gurung - Saldon, Pem Zam - Se stessa

Soggetto: Pawo Choyning Dorji

Sceneggiatura: Pawo Choyning Dorji

Fotografia: Jigme Tenzing

Montaggio: Ku Hsiao-Yun

Scenografia: Tshering Dorji

Suono: Tu Duu-Chih, Chang Yi-Chen

Durata: 110' Colore: C

Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA

Produzione: PAWO CHOYNING DORJI, STEPHANIE LAI, STEVEN XIANG, JIA HONGLIN

DANGPHU DINGPHU: A 3 PIGS PRODUCTION IN ASSOCIAZIONE CON HUANXI MEDIA GROUP

Distribuzione: OFFICINE UBU

 

Ugyen, un giovane maestro alle prime armi, trascura volentieri i suoi doveri di insegnamento mentre sogna una carriera da cantante che lo porti lontano dal Bhutan, magari in Australia. Preoccupati, i suoi superiori lo spediscono a terminare il servizio a Lunana, la più remota scuola del mondo. Il piccolo villaggio sull’Himalaya, infatti, si raggiunge solo dopo otto giorni di cammino e là non arrivano elettricità o connessione internet. La scuola stessa non possiede né libri né lavagna, solo un placido yak che bruca nel cortile. Quello che pare un incubo da cui fuggire, si rivelerà lentamente a Ugyen come una profonda lezione di vita e di sguardo. Girando nelle location reali, potendo contare solo su batterie solari e una troupe ristretta, il regista ha tratto dalla forza spirituale dell’intero villaggio il racconto di una ricerca della felicità e di senso di appartenenza dal valore universale.
 
"UN VIAGGIO TRA DUE MONDI, TRA IL DESIDERIO DI INSEGNARE E IL BISOGNO INATTESO DI APPRENDERE UN MODO DIVERSO DI VIVERE"
(MYmovies)
"Uno dei temi di questo film è la ricerca della felicità. Scoprire il tuo posto nel mondo. E quello che vedo nei bhutanesi moderni è che la ricerca della felicità di solito passa attraverso la modernizzazione. Quindi ho voluto creare una storia dove il protagonista viene portato esattamente dall’altra parte, ho voluto portarlo a Lunana, che in Bhutan è considerato il luogo più remoto, più lontano. Così remoto che il nome stesso vuol dire “Valle buia”. Una delle ragioni per ho voluto fare questo film è che noi bhutanesi siamo molto ancorati alla nostra cultura e alle nostra tradizioni. Con la modernizzazione stiamo perdendo questo legame perché tutto ciò che è moderno, sviluppato e urbano va contro ciò che noi consideriamo tradizionale" (Il regista Pawo Choyning Dorji)
 
"L’abile regia dell’esordiente Pawo Choyning Dorji squaderna alcuni dei principali temi in agenda senza però ridurre il respiro del racconto. La storia di un giovane insegnante indolente verso la propria missione educativa (…) è documento e parabola universale, attraverso la quale il film lascia decantare i suoi tanti sottotesti. La solidarietà tra le generazioni e tra i popoli; l’ecologia integrale di chi si riconosce parte di uno spirito universale che soffia dove vuole, negli uomini, negli animali, nelle montagne; l’amarezza verso i millennials che possono fare ma scelgono di sottrarsi, fuggendo le responsabilità. Pawo Choyning Dorji non trasforma nulla in biasimo, preferendo (…) usare l’ironia e mantenere vivo il timbro poetico, venandolo di nostalgia. (…) La scuola più remota del mondo, nel villaggio di Lunana, assume simbolicamente nel film la valenza di un altrove spaziale e mitico: è lì, tra le vallate dell’Himalaya, nel posto più improbabile ed essenziale della terra che il maestro “dovrà apprendere” la lezione della vita, imparando come si possa davvero trovare l’alba dentro l’imbrunire. E scegliere comunque l’anonima ribalta di un sole ingannatore." (cinematografo)
 
 

 

 

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