LA LIGNE

LA LINEA INVISIBILE

 
GIOVEDI 26/1 
► ORE 17.15 (VOS)
 
VENERDI 27/1 
► ORE 15.00 (VOS)
 
SABATO 28/1 
► ORE 19.45 (VOS)
 
DOMENICA 29/1 
► ORE 15.00 (VOS)
 
 ● IN CONCORSO AL 72. FESTIVAL DI BERLINO (2022)
● PRODOTTO DAI FRATELLI DARDENNE
 
VERSIONE ORIGINALE CON SOTTOTITOLI IN ESCLUSIVA

 

Regia: Ursula Meier

Attori: Stéphanie Blanchoud - Margaret, Valeria Bruni Tedeschi - Christina, Elli Spagnolo - Marion, Dali Benssalah - Hervé, India Hair - Louise, Benjamin Biolay - Julien, Eric Ruff - Serge, Thomas Wiesel - Claudio, Jean-François Stévenin - Fischerman, Louis Gence - Youri

Sceneggiatura: Ursula Meier, Stéphanie Blanchoud, Antoine Jaccoud

Fotografia: Agnès Godard

Musiche: Jean-François Assy, Stéphanie Blanchoud, Benjamin Biolay

Montaggio: Nelly Quettier Costumi: Anna Van Brée

Suono: Etienne Curchod, Franco Piscopo, Patrick Becker

Altri titoli: The Line

Durata: 101

Colore: C

Genere: DRAMMATICO

Produzione: BANDITA FILMS, LES FILMS DE PIERRE, LES FILMS DU FLEUVE, ARTE FRANCE CINÉMA, RTS- RADIO TÉLÉVISION SUISSE, RTBF- RADIO TÉLÉVISION BELGE FRANCOPHONE, VOO, BE TV, PAULINE GYGAX, MAX KARLI, MARIE-ANGE LUCIANI, JEAN-PIERRE DARDENNE, LUC DARDENNE, DELPHINE TOMSON

Distribuzione: Satine

 

Margaret, 35 anni, ha una una lunga storia di violenze inflitte e subite e una fragilità emotiva che spesso non riesce a definire e contenere nelle sole parole. In seguito a una brutale discussione con la madre e alla denuncia di quest’ultima, il giudice, in considerazione del suo comportamento aggressivo, le impone un severo ordine restrittivo: in attesa del processo e per almeno tre mesi, non le è permesso entrare in contatto con la madre né avvicinarsi a meno di cento metri dalla casa familiare. Una separazione che Margaret non intende accettare e che non fa che esacerbare in lei il desiderio di essere più che mai vicina alla famiglia, tanto da farla recare ogni giorno sulla soglia di quel confine, tanto invisibile quanto al momento invalicabile.

 

" URSULA MEIER GIOCA CON TUTTI GLI ELEMENTI DEL DRAMMA FAMILIARE PER NARRARE A SUO MODO LE DINAMICHE DI UNA FAMIGLIA ATIPICA"

(MYmovies)

 

"

La maggior parte dei film o di storie famose che hanno sviluppato personaggi fisicamente violenti lo hanno fatto attraverso personaggi maschili. E quando questa violenza è espressa da personaggi femminili, sono per lo più adolescenti ribelli. La particolarità de “La Ligne” è

che si tratta di una giovane donna di trentacinque anni che perde il controllo. Improvvisamente questo "modello" del cowboy solitario si incarna attraverso una "lei" piuttosto che un "lui".  (La Regista Ursula Meier)

    

“Una storia avvincente di disarmonia familiare che eccelle sia visivamente sia a livello tematico. È raro vedere una protagonista femminile con simili tratti. Questo rende “La Ligne” tanto rinfrescante quanto stimolante, invitandoci a mettere in discussione i nostri preconcetti sulle donne che comunicano per lo più fisicamente”. Deadline

 

“La star Valeria Bruni Tedeschi fa un ottimo lavoro nell’interpretare la complessità del suo personaggio egoista e spesso infantile. Blanchoud conferisce al progetto un impatto potentissimo: per quanto minuta porta al suo ruolo un’intensa fisicità. Variety

 

“Valeria Bruni-Tedeschi impressiona nel racconto crudo e ben scritto di Ursula Meier sul risentimento familiare tossico. È possibile che “La Ligne” diventi parte di quella distinta tradizione cinematografica – accanto a film come Five Easy Pieces di Bob Rafelson, Fingers di James Toback e The Piano Teacher di Michael Haneke – che parla del costo dello studio serio della musica, del dolore che è un sottoprodotto tossico e non riconosciuto. The Guardian ****

 

Una sceneggiatura bellissima e prove d’attrici potenti. Il cast femminile ha una grande chimica e ritrae in modo convincente il rapporto di amore-odio che uno condivide soltanto con la propria famiglia. Blanchoud offre una performance totalmente aderente che ti scuote dapprima con la sua intensità, poi con la sua tenerezza. Tedeschi è gloriosa nei panni della scapestrata ex pianista. Divertente senza sforzo in alcuni dei momenti più leggeri del film, mostra profondità e dolore inespresso in altri, comunicando ogni battito emotivo della sceneggiatura.

Awardsdaily.com

 

 

“Scelte tonali e regia assicurate che colpiscono come un pugno in faccia”.

(TAXIDRIVERS)

 

“Film urtante e anticonformista che intriga per la brutale ruvidezza con cui capovolge la visione dei rapporti tra la madre e le figlie e per la disarmante sincerità con cui tratteggia i caratteri dei personaggi”.

(Nonsolocinema)

 

 

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