L'ULTIMA ORA

 

VENERDI 08/11

► ore 15.00

 

SABATO 09/11

► ore 14.45

 

PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA

 

Regia: Sébastien Marnier

Collaborazione alla regia: Sébastien Matuchet - (assistente alla regia)

Attori: Laurent Lafitte - Pierre, Emmanuelle Bercot - Catherine, Pascal Greggory - Poncin, Felix Lefebvre (Félix Lefebvre) - Paulin, Grégory Montel - Michel, Thomas Scimeca - Victor, Christopher Ramoné - Cliente del bar, Gringe - Steve, Anne Loiret - Flic, Cyrille Hertel - Eric Capadis, Elsa Steyaert - Audrey, Lily Bay (Lily Brière de La Hosseraye) - Figlia tatuata, Adèle Castillon - Clara, Capucine Valmary - Lucie, Isabelle Tillou - Prof di tedesco, Matteo Perez - Sylvain, Luàna Bajrami - Apolline, Victor Bonnel - Dimitri, Leopold Buchsbaum - David, Thomas Guy - Brice, Véronique Ruggia-Saura - Françoise

Soggetto: Christophe Dufossé - (romanzo)

Sceneggiatura: Elise Griffon, Sébastien Marnier

Fotografia: Romain Carcanade

Montaggio: Isabelle Manquillet

Scenografia: Guillaume Deviercy

Costumi: Gwenaëlle Cormec

Effetti: David Danesi, Digital District

Suono: Benjamin Laurent - (mixer), Najib El Yafi, Emmanuel Croset

Altri titoli: School's Out

Durata: 103'

Colore: CGenere: DRAMMATICO, THRILLER

Specifiche tecniche: (1:2.35)

Tratto da: liberamente tratto dal romanzo omonimo di Christophe Dufossé (Ed. Einaudi)

Produzione: CAROLINE BONMARCHAND PER AVENUE B PRODUCTIONS

Distribuzione: TEODORA FILM (2019)

 


Un professore del prestigioso collegio privato Saint Joseph si suicida gettandosi dalla finestra durante un'ora di lezione. Viene chiamato a sostituirlo il giovane supplente Pierre Hoffman il quale ha subito la sensazione che nella classe dove è accaduto il fatto ci siano degli alunni particolari. La cosa gli viene confermata dal preside e dai colleghi:si tratta di una classe di allievi superdotati. In particolare sei di loro si rivelano molto uniti. Forse troppo uniti

"UN FILM EQUILIBRATO CHE AFFRONTA ATTRAVERSO I CANONI DEL THRILLER TEMI DI NON SECONDARIA IMPORTANZA"

(mymovies')

 

"Sebastien Marnier è un regista interessato ad esplorare situazioni limite. Nel suo film precedente (Irréprochable), mai arrivato sui nostri schermi, poneva al centro della narrazione una donna decisa ad ottenere ad ogni costo il posto di lavoro che pensa le spetti di diritto.Sebastien Marnier è un regista interessato ad esplorare situazioni limite. Nel suo film precedente (Irréprochable), mai arrivato sui nostri schermi, poneva al centro della narrazione una donna decisa ad ottenere ad ogni costo il posto di lavoro che pensa le spetti di diritto.
In questa occasione, in cui è regista e cosceneggiatore come d'abitudine, decide di adottare la struttura del thriller per affrontare temi di non secondaria importanza. Perché lo spettatore è indotto sin dalle prime battute a sospettare, insieme a Pierre, di quei ragazzini troppo seri, troppo sprezzanti nei confronti dei coetanei, incapaci di accettare l'aiuto di chi possa interessarsi a loro.
Marnier ce li descrive come una generazione perduta non nell'alcol o nella droga ma nella paura di un futuro in cui il pianeta, come il professore dell'inizio, si sta suicidando. In direzione ostinata e contraria rispetto a Greta Thunberg (il film faceva la sua prima apparizione alla Mostra del Cinema di Venezia pochi giorni dopo l'inizio della sua protesta silenziosa dinanzi al Parlamento svedese) che vuole che i governi provino la paura del futuro, i sei protagonisti si dirigono verso l'autoestinzione. La paura si è insinuata nelle loro menti e si è trasformata in cupio dissolvi. A scoprirne il lato oscuro (mentre gli altri colleghi sembrano non accorgersi di nulla o, molto più verosimilmente, non vogliono vedere) c'è Pierre che sta scrivendo un libro su Kafka (si può perdonare, anche se davvero molto didascalica, la presenza di scarafaggi nel film) e che sul piano dei sentimenti si trova in una fase di transizione." ('mymovies')

 

 

 

 

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