SANTA LUCIA
 
PROSSIMAMENTE NUOVAMENTE IN PROGRAMMAZIONE

 

● MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO EDERA FILM FESTIVAL 2022

● FUORI CONCORSO TORINO FILM FESTIVAL 2021

 

PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA
 

Regia di: Marco Chiappetta

Cast: Renato Carpentieri, Andrea Renzi, Biancamaria D'Amato, Antonia Marrone, Edoardo Sorgente, Alfredo Ciruzzi, Giuseppe Festinese, Manuel Carolla, Suami Puglia

Fotografia: Antonio Grambone

Montaggio: Giogiò Franchini

Scenografia: Lino Fiorito

Costumi: Giovanna Napolitano

Paese: Italia

Anno: 2021

Durata: 76'

Formato: colore

Produttore: Angelo Curti, Maurizio Fiume

Produzione: Teatri Uniti, Riverstudio, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Campania

Distribuzione: Double Line

 

 

La storia di uno scrittore cieco che dopo quaranta anni di esilio in Argentina, torna a Napoli per la morte della madre e intraprende col fratello musicista un viaggio della memoria nei luoghi della sua giovinezza che non può più vedere, alla ricerca del vero motivo del suo addio.

 

"UN'ECCEZIONALE PRESTAZIONE DI RENATO CARPENTIERI IN UN'OPERA PRIMA DI QUALITÀ"
(MYmovies)
 
«Quando ho lasciato Napoli all’età di 20 anni per vivere a Parigi, la mia città mi mancava così tanto che quando camminavo per il lungosenna chiudevo gli occhi e sognavo di essere lì: il fiume era il mare, l’odore era quell’odore, incontravo sulla strada i fantasmi del mio passato, rivivevo nella mente scene della mia vita, e sentivo davvero di essere di nuovo a Napoli, e tutto era possibile nell’oscurità. Così iniziai a chiedermi: cosa succederebbe se un uomo tornasse dopo un lungo esilio nella sua città natia, nei luoghi della sua vita, e non potesse più vederli? Come potrebbe un cieco distinguere la realtà dal sogno e dai ricordi? L’idea del film è raccontare il viaggio nel passato di un uomo senza futuro, il punto di vista di un cieco che non può più vedere ma solo sentire con gli altri sensi, immaginare, ricordare. Una cecità più metaforica e poetica, che fisica. La città che Roberto attraversa insieme al fratello Lorenzo è una Napoli inedita e senza tempo, cupa, spettrale, abbandonata e minacciosa, come un enorme, silenzioso cimitero, popolata solo da fantasmi e visioni di un passato lontano, insieme meraviglioso e terribile. Roberto passa da un ricordo all’altro, da un luogo dell’anima all’altro, come in un labirinto, ricucendo il mosaico della sua vita alla ricerca del pezzo mancante. Questo viaggio nella memoria è raccontato mescolando passato e presente in un vertiginoso flusso di coscienza, una sola unità di azione, spazio e tempo, come se questi eventi avvenissero per la prima volta davanti agli occhi ormai spenti di Roberto, testimone della sua stessa vita, che vede senza vedere.»
(Il regista Marco Chiappetta) 
 
«..gli occhi possono essere bugiardi come le parole e vedere non è un esercizio fisiologico dell’occhio, ma un esercizio spirituale dell’anima. E’ questo anche il segreto del cinema, che spesso o sempre ci fa vedere mondi volatili, realtà invisibili all’occhio affaticato della vita quotidiana. Saper “vedere” le immagini, saperle costruire, farle affiorare, “sentirle” è il grande gioco del cinema.» (Il Fatto quotidiano)
 
«Teatri Uniti, laboratorio permanente per la produzione e lo studio dell’arte scenica contemporanea fondato da Toni Servillo, ha prodotto tra le altre cose i primi film di Mario Martone e Paolo Sorrentino. Per Santa Lucia ha formato una troupe composta da giovani professionisti del settore, molti nati negli anni Novanta, guidati da alcuni veterani che vent’anni prima già condivisero il set de L’uomo in più, folgorante esordio sul grande schermo di Sorrentino e di cui in Santa Lucia ritroviamo anche uno dei protagonisti: Andrea Renzi.» (Taxi Driver)
 
«A partire dal titolo che offre un'ampia sintesi degli elementi di base della storia. Santa Lucia è il quartiere di Napoli più celebrato nelle canzoni di coloro che erano emigrati e che lo cantavano con profonda nostalgia. Come si sa poi Santa Lucia è la santa protettrice di coloro che non vedono e, come forse si sa meno, c'è la presenza, nella tradizione, di una sorta di amuleto denominato 'l'occhio di santa Lucia' che proteggerebbe dalla cecità solo se chi lo possiede non lo cede ad altri. Tutti elementi che nel film ritornano sostenuti dalla come sempre eccezionale prestazione di Renato Carpentieri affiancato da un altrettanto efficace Andrea Renzi nel ruolo del fratello Lorenzo, cioè di colui che è rimasto a casa ma che nella passata infanzia più volte aveva mostrato una profonda gelosia nei confronti di Roberto destinatario di maggiori attenzioni da parte della madre in quanto ritenuto più fragile. Chiappetta riesce a rendere con grande intensità la situazione della cecità a partire da quelle macchie di colore liquide che invadono lo schermo sin dall'inizio per poi riproporsi successivamente
Ci sono voluti dieci anni per giungere a questo film che Marco Chiappetta dirige come opera prima.
Il tempo è stato ben speso perché il risultato è di qualità» (MYmovies)

 

 

 

 

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