SPACCAOSSA

VENERDI 25/11
► ORE 21.30*
*INTRODUZIONE IN VIDEO DEL REGISTA VINCENZO PIRROTTA

SABATO 26/11
► ORE 17.00

DOMENICA 27/11
► 18.45
 
● MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA 2022 NOTTI VENEZIANE – GIORNATE DEGLI AUTORI 
 
PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA

 

 

REGIA Vincenzo Pirrotta

CAST: VINCENZO PIRROTTA Vincenzo,LUIGI LO CASCIO Machinetta, SIMONA MALATO Maria,

SELENE CARAMAZZA Luisa, NINNI BRUSCHETTA Francesco, GIOVANNI CALCAGNO Michele,

FILIPPO LUNA Mimmo, AURORA “RORI”, QUATTROCCHI Giovanna, MAZIAR FIROUZI Fasulina,

GABRIELE CICIRELLO Biagio, PARIDE CICIRELLO Azzusa, MAURIZIO BOLOGNA Infermiere Paolo,

CLAUDIO COLLOVÀ Nino, ROSSELLA LEONE Patrizia

SOGGETTO Vincenzo Pirrotta, Ignazio Rosato

SCENEGGIATURA Vincenzo Pirrotta, Ignazio Rosato Salvo Ficarra e Valentino Picone

MONTAGGIO Agathe Cauvin

DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA Daniele Ciprì

MUSICHE ORIGINALI Alessio Bondì, Fabio Rizzo, Aki Spadaro

COSTUMI Luca Costigliolo AIUTO REGIA Matteo Albano

SCENOGRAFIA Lino Fiorito

UNA PRODUZIONE TRAMP LIMITED con RAI CINEMA

PRODOTTO DA Attilio De Razza, Nicola Picone per Tramp Limited

PRODUTTORE ESECUTIVO Marco Fagnocchi

 ORGANIZZATORE GENERALE Giacomo Iuculano

DISTRIBUZIONE LUCE CINECITTÀ

 

In un vecchio magazzino, alla periferia del capoluogo siciliano un gruppo di persone frantuma con un trolley pieno di pesi da palestra braccia e gambe. Un'improvvisata organizzazione criminale che, dopo aver mutilato gli arti a vittime consenzienti, simula finti incidenti per riscuotere lauti indennizzi assicurativi di cui solo una minima parte va alle vittime... Ispirato a una storia vera.

 

"UN CAST DI ECCELLENZE SICILIANE PER UNA STORIA INTRISA DI DISAGIO CHE AFFONDA LE RADICI NELLA CRONACA" (mymovies')

 

"La cupa vicenda degli Spaccaossa mi accompagna da quella mattina in cui una notizia di cronaca del giornale radio dell'alba ha conquistato i miei pensieri arrivando ad assumere le fattezze di un cancro da espellere. Per farlo sentivo forte la necessità di raccontarlo. Intanto perché avveniva nel ventre molle di Palermo, la mia città, con tutto il suo feroce incanto, e poi perché man mano che mi addentravo nella storia di cronaca, dapprima per curiosa voglia di sapere e poi con il bisogno di sfogliarne i sostrati, avvertivo sempre più in me la sensazione di compiere una discesa agli inferi. Mi colpì la storia della banda di delinquenti che per truffare le agenzie di assicurazioni, cinicamente, mutilava gli arti per inscenare poi finti incidenti riscuotendone i lauti premi. Ancor di più̀mi impressionò il mondo dei tormentati e afflitti che erano coinvolti e che venivano adescati; il più delle volte erano proprio loro a richiedere di farsi spaccare le ossa per motivi spesso futili o disperati. Voglio raccontare questa meschinità d'animo, la sub-cultura che ammanta le nostre periferie, con la stessa dolenza con cui si recitano le stazioni della via crucis. Mettere in scena le storie di donne e di uomini che ghignano in faccia alla violenza, alla sopraffazione e in qualche modo si prendono gioco della vita galleggiando in una secca di disperazione, in un lago di inerzia sconsolata. Ho scelto di farmi condurre in questo viaggio infernale da una figura ancora in bilico tra la perdizione e la rinascita: Luisa, una ragazza dipendente da crack, che attraverserà tutto il magma di questa eruzione di violenza e cinismo. Luisa non ha più niente nella vita, ormai sull'orlo del baratro si aggrappa a Vincenzo più vecchio di lei di vent'anni che le mostra uno scampolo di attenzione, qualcosa che sembrerebbe affetto, un po' di amore, forse solo un altro abisso. Luisa crede di poter compiere un percorso che finalmente potrà alleviare la sua prostrazione, vive abbracciando questa convinzione mentre tutto attorno a lei si muove spingendola nell’orrore più oscuro."

(Il Regista Vincenzo Pirrotta)

 

"Crudo, intenso, potente. Spaccaossa conquista.

La regia è asciutta, non lascia spazio a niente se non alla narrazione stessa, dal momento in cui la storia è autonomamente pregna di significato. Pirrotta scegli quindi il giusto approccio per un fatto di cronaca che, raccontato in un altro modo, avrebbe inevitabilmente perso il suo senso.

Nel doppio ruolo di attore e regista, Pirrotta porta sullo schermo un’atroce storia vera con una serie di ottimi attori siciliani nel cast."

('Sentieri Selvaggi')

 

"Abbiamo assecondato una storia davvero particolare, raccontandola in modo non 'tascio' per dirla alla palermitana, a Roma direbbero non 'coatto', senza indulgere in particolari come la rottura delle ossa, che si vede solo in una scena iniziale del film.

Un fatto reale che diventa paradigma di un determinato mondo, rispetto a tanti altri fatti di cronaca, cui Pirrotta ha saputo dare forma di racconto cinematografico mentre l'apporto della fotografia di Daniele Ciprì ha saputo rendere più che l'immagine della città lo stato d'animo dei personaggi, al di là di una livida Palermo, perché sono i personaggi a essere lividi. Un film crudo, che non fa sconti e non dà speranza ai personaggi che ne sono protagonisti in vesti e ruoli diversi ma che noi evitiamo di giudicare per quanto appaiano e siano brutti, sporchi e cattivi. Questa storia coinvolge e permette di frequentare sentimenti e sfumature che in genere non frequentiamo nella nostra vita ma che sono interessanti da seguire"

(Ficarra e Picone, Produttori e Sceneggiatori del film) 

 

 

 

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