RUE GARIBALDI
 

VENERDI 27/5

► ore 21.30*

*𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐑𝐄𝐆𝐈𝐒𝐓𝐀 𝐅𝐄𝐃𝐄𝐑𝐈𝐂𝐎 𝐅𝐑𝐀𝐍𝐂𝐈𝐎𝐍𝐈

  
PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA
 
● MIGLIOR DOCUMENTARIO TORINO FILM FESTIVAL
  
 

REGIA, SCENEGGIATURA, FOTOGRAFIA, MONTAGGIO, SUONO: Federico Francioni.

CAST: Ines Hackel; Rafik Hackel.

PRODUZIONE: Cinevoyage.

Ines e Rafik hanno vent’anni e lavorano da dieci. Vivono da poco nella periferia parigina, hanno origini tunisine ma sono cresciuti in Sicilia: la loro esistenza è un movimento precario di interruzioni, cambiamenti e umiliazioni. Nella casa, l’uno è lo specchio dell’altro; qui, il tempo si sospende e la città si fa più lontana. Quando arrivo, mi mostrano orgogliosi la strada di casa loro: Rue Garibaldi.
 
"UN NUOVO INIZIO IN FRANCIA" (MYmovies)
 
“Per aver raccontato, con delicatezza, onestà e vicinanza, la storia di due persone, una sorella e un fratello, in un momento di definizione delle loro vite partecipando dei loro sogni e delle loro frustrazioni. Per averci fatto vivere il loro rapporto con il mondo esterno e la città lontana, pur restando chiusi all’interno dell’intimità del loro spazio domestico che diventa rifugio. Una Storia contemporanea, che ci riguarda tutti, fatta di origini che si intrecciano con un futuro da dover ancora scrivere”
(Motivazione della giuria alla nomina di Miglior Documentario Italiano al Torino  Film Festival 2021)
 
 
"Mentre giro, mentre vivo con loro, mi chiedo dove stia andando questo film, che strada prenderà. Le loro esistenze sono costantemente attraversate dalle traiettorie più disparate: questioni di lavoro, di precarietà, di identità, di una ricerca di senso. Sono fratelli, amanti, una famiglia, sono ancora adolescenti e già adulti, a volte quasi bambini. Provo ad essere pronto, ma sono in balìa degli imprevisti; cerco la giusta distanza. I confini mi sfuggono, ma non riesco a smettere di osservare questi due fratelli, di partecipare alla loro umanità, a questo momento di passaggio che faticosamente sta avvenendo. Sento che la loro storia diventa anche mia, che sono lì ad ascoltarli. Intanto, il mondo esterno è come svanito: fuori potrebbe essere ancora notte, potremmo vedere il mare, o un deserto che continua a crescere"
(Il Regista Federico Francioni)
 
"Un film sull’identità, concentrato in un interno di fronte al quale il mondo esterno sembra progressivamente svanire" (Quinlan)
 
 

 

 

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