GRAND CIEL

Francia-Lussemburgo | 2025

     

• VENERDÌ 6/3 •

 19:00

   

• SABATO 7/3 •

21:00

   

• DOMENICA 8/3 •

16:00

   

• LUNEDÌ 9/3 •

21:00

in versione originale francese con sottotitoli italiani

Introduzione di Gabriele Veggetti critico del SNCCI

            

ACQUISTA ONLINE

 

regia: Akihiro Hata
sceneggiatura: Akihiro Hata, Jérémie Dubois
cast: Damien Bonnard, Samir Guesmi, Mouna Soualem, Tudor-Aaron Istodor, Ahmed Abdel-Laoui, Zacharia Mezouar, Issaka Sawadogo, Mounir Margoum, Sophie Mousel

fotografia: David Chizallet

montaggio: Suzana Pedro

scenografia: Aurore Casalis & Mathieu Buffler

costumi: Anne-Sophie Gledhill
musica: Carla Pallone
produzione: Good Fortune Films
in coproduzione con: Les Films Fauves
distribuzione: No.Mad Entertainment
durata: 91'
 

Vincent lavora in un cantiere dove stanno costruendo un quartiere futuristico, "Grand Ciel", un progetto all'avanguardia che si presenta come rivoluzionario, sicuro, ecologicamente responsabile e in grado di offrire tra i 5000 e i 10000 posti di lavoro. È stato assunto da poco, è precario ed è disposto a lavorare anche di notte; cerca infatti di dare una svolta alla sua vita e cerca di guadagnare abbastanza per poter permettersi un appartamento dove andare a vivere con la compagna Nour e Ilyès, il figlio di lei. Un giorno improvvisamente scompare un operaio, Ousmane. Con gli altri compagni di lavoro Vincent si mette alla sua ricerca. Tra loro il più combattivo è soprattutto Saïd che cerca risposte chiare dai vertici dirigenziali, che sembrano voler insabbiare la presenza di operai clandestini. Vincent invece non assume una posizione chiara; non vuole perdere il lavoro e, incoraggiato dalla possibilità di una promozione, ha un comportamento sempre più ambiguo. Nel frattempo, si perdono le tracce di un altro operaio. Film premiato dalla critica che sembra uscire da un crogiolo di generi (il noir, la fantascienza, l'horror psicologico, il dramma sociale) in bilico tra realismo documentario e astrazione surreale, Grand Ciel rappresenta bene lo strano connubio culturale del regista Akihiro Hata, giapponese di nascita ma formatosi alla scuola di cinema francese: questo suo primo lungometraggio è una metafora sul mondo del lavoro, sulla scia del realismo sociale di Laurent Cantet, ma venato da un'inquietudine che ci ricorda i fantasmi nascosti nel subconscio collettivo.

  

• 82° MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA 2025 •

Selezione Ufficiale

• FESTIVAL DI FILM DI VILLA MEDICI 2025 •

Film di apertura

• FRANCE ODEON 2025 •

Selezione Ufficiale

• SNCCI •

Film della Critica

 


 

 

PARTNER

 

  

 

Privacy Policy Cookie Policy