
A Simple Accident
Iran-Francia-Lussemburgo | 2025
• VENERDÌ 20/2 •
► 21:00
• SABATO 21/2 •
► 19:00
• LUNEDÌ 23/2 •
► 17:00
cast: Vahid Mobasseri, Maryam Afshari, Ebrahim Azizi, Hadis Pakbaten, Majid Panahi, Mohamad Ali Elyasmehr, Georges Hashemzadeh, Delmaz Najafi
fotografia: Amin Jafari
montaggio: Amir Etminan
scenografia e costumi: Leila Naghdi
Nell'Iran di oggi, un semplice incidente diventa la scintilla di una catena di conseguenze sempre più travolgenti. Una famiglia sta tornando verso casa e durante il tragitto la macchina finisce in panne. Nell’officina dove viene portata in riparazione uno dei meccanici si accorge che il guidatore, il padre di famiglia, ha qualcosa di sospetto: il rumore della sua camminata, il cigolio di una protesi agli arti inferiori, gli ricorda il passo di un suo torturatore in carcere. Affiorano così in lui incubi, sofferenze e rabbia verso colui che ha rovinato la sua vita, e quella di tanti altri come lui, arrestati ingiustamente dal regime ed esposti a prolungate violenze. Il meccanico allora pensa a un modo per vendicarsi. Il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore del Leone d’Oro a Venezia nel 2000 con Il cerchio, dell’Orso d’Oro a Berlino nel 2015 con Taxi Teheran, ottiene con il suo ultimo film anche la Palma d’Oro a Cannes, raggiungendo l'apice del suo cinema nel momento di maggior difficoltà in patria, dopo il lungo periodo di detenzione che l'ha costretto al silenzio e all'inattività. Con Un semplice incidente, Panahi dà ancora una volta prova della sua statura artistica: parte da uno spunto narrativo minimale per poi svilupparlo in un potente racconto-denuncia delle violenze subite da un popolo, per mano di un regime che reprime libertà, sogni e futuro. Il film diventa parabola universale di un’umanità ferita che si trova a un bivio: abbracciare la vendetta oppure rispondere con misericordia al male subito. Un’opera densa e stratificata, che scivola via con passo leggero, come una pièce teatrale. Panahi compone un dilemma-dramma morale di respiro shakesperiano, dove i suoi protagonisti, le vittime, sono abitate da dolore, dallo spettro di sofferenze indicibili, ma mai disperse nell’odio. Un film acuto, che conquista per la sua costruzione come giallo dell’anima.
• CANNES FILM FESTIVAL 2025 •
Palma d'Oro
• 20° FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2025 •
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