ROBERTO ROSSELLINI
PIÙ DI UNA VITA
Italia-Lettonia | 2025
• LUNEDÌ 24/11 •
► 19:00
montaggio: Ilaria De Laurentiis
Nel 1956, Roberto Rossellini ha 50 anni e sta attraversando una profonda crisi, sentimentale e artistica. I grandi successi come Roma Città Aperta e Paisà sono ormai un ricordo lontano. I guai con i critici, i produttori e la seconda moglie, la star di Hollywood Ingrid Bergman, lo hanno messo con le spalle al muro. Stromboli, Europa 51 e Viaggio in Italia, i film della coppia Rossellini-Bergman, sono un insuccesso di critica e pubblico. La loro crisi diventa l’oggetto preferito della cronaca scandalistica, che li attacca con ferocia. Ingrid accetta l’invito di tornare a lavorare a Hollywood, sente che la sua vita artistica non può essere legata solo a Roberto e le proposte che arrivano dall’America risolvono anche le sue preoccupazioni economiche. Roberto minaccia di schiantarsi con la sua Ferrari. “I problemi della nostra vita artistica e i debiti crescenti mi preoccupavano a dismisura. Roberto si era intestardito a volermi come interprete dei suoi film. In realtà io non lo ispiravo più e ormai l’avevamo capito entrambi, anche se nessuno osava affrontare l’argomento. I silenzi si facevano sempre più frequenti. Roberto non era felice” (I. Bergman). Nel pieno della crisi, Rossellini incontra il Primo Ministro indiano Nehru, gli propone di documentare i progressi dell’India, giovane nazione indipendente. Eccitato dall’idea ma al tempo stesso preoccupato da ciò che lo aspetta, fa testamento, mette nel bagaglio cento chili di spaghetti e l’8 dicembre del 1956 si imbarca per Bombay. “I produttori non vogliono più farmi lavorare, il mio discorso non li interessa più. Ho accettato l’offerta che l’India mi ha fatto. Alla vigilia della mia partenza non riuscivo a dormire. L’ansia, l’eccitamento, l’angoscia, l’avventura che avrei tentato mi davano questa insonnia. Sarei ritornato? Avrei mai rivisto i miei luoghi?”(R. Rossellini). La montatrice Ilaria de Laurentiis, il regista e produttore Raffaele Brunetti, lo sceneggiatore Andrea Paolo Massara avevano già lavorato insieme al film documentario The Rossellinis prodotto nel 2021 ed erano rimasti talmente affascinati dal materiale di archivio su Roberto Rossellini, che continuavano a ricercarlo in tutto il mondo e nei “cassetti” di casa Rossellini. Pensano allora a un nuovo documentario, questa volta fatto solo di archivi. La ricerca si allarga a testi scritti: lettere, articoli di giornale, biografie, documenti. Ore e ore di materiale vengono catalogate, analizzate, selezionate. L’idea è quella di raccontare uno dei periodi meno conosciuti della vita di Roberto Rossellini: i suoi ultimi venti anni. Anni di crisi, di svolte artistiche e sentimentali, di ricerca, curiosità e avido bisogno di sapere e divulgare. L’amalgama delle diverse competenze di de Laurentiis, Massara e Brunetti è la chiave di regia del film. Il lavoro di scrittura è proseguito parallelo a quello di montaggio. Quello incessante di ricerca sembrava non finire mai. Il limite che i tre autori si erano posti, di utilizzare solo materiali d’archivio, apre possibilità inaspettate. Tenere le fila non è stato facile, serve un lavoro dove le competenze di montaggio, regia e scrittura sono messe in atto nello stesso momento. Ogni filmato, ogni parola, ogni fotografia deve trovare il suo posto. È durante la lavorazione del film che gli autori inventano il suo linguaggio, nuovo, sorprendente, incredibilmente vero, intimo, emozionante.
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