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MEDITERRANEAN FEVER

Il mio vicino Jalal

 

DOMENICA 04/6
► ORE 15.20

 

● PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA CANNES 2022

 

PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA 
 
 
 
regia: Maha Haj
durata: 108'
sceneggiatura: Maha Haj
cast: Amer Hlehel, Ashraf Farah, Anat Hadid, Samir Elias, Cynthia Saleem
fotografia: Antoine Héberlé
montaggio: Véronique Lange
scenografia: Andreas Antoniou
musica: Munder Odeh
produttore: Baher Agbariya, Martin Hampel, Thanassis Karathanos, Juliette Lepoutre, Pierre Menahem, Marios Piperides, Janine Teerling
produzione: Pallas Film GmbH, Still Moving, AMP Filmworks, Majdal Films (PS), Metafora Production (TR)
Paese: Palestina, Germania, Francia, Cipro, Qatar
anno: 2022
genere: fiction
distributozione: Trent Film
 
 

Il quarantenne Waleed (Amer Hlehel) è un tipo da bicchiere mezzo pieno. C’è un po' di Tony Soprano in lui. Si rifiuta di prendere i farmaci che il suo psichiatra gli prescrive per la sua depressione cronica. Discute con sua moglie, un'infermiera, su come dovrebbero prendersi cura dei loro due figli. Sente di portare il peso del mondo sulle sue spalle. È uno scrittore che non riesce a mettere su carta il suo romanzo. Con Mediterranean Fever, al suo debutto in Un Certain Regard al Festival di Cannes, la regista Maha Haj propone una commedia nera piena di sorprese.

 

"UNA SPIRALE OSCURA"
(MYmovies)
 
"Il titolo fa riferimento a una malattia che un medico dice che suo figlio, il più giovane dei suoi figli, potrebbe avere. Quando gli viene detto questo, Waleed chiede cosa sia la febbre mediterranea. La risposta è che è qualcosa che si eredita e che è peculiare della regione in cui vivono. È una risposta così vaga che potrebbe applicarsi al Medio Oriente stesso. La febbre mediterranea che interessa il film non è il disturbo fisico del figlio, ma piuttosto il peso politico, sociale e psicologico dell'essere palestinese ad Haifa. Il film allontana abilmente questo racconto palestinese dalla questione della religione, dal momento che Waleed si rifiuta di compilare un modulo di diversità perché sostiene che la sua fede è palestinese. Questa risposta non è consentita, e il computer non gli permetterà di continuare.”.
(Cineuropa)
 
 
"inamiche dell’amicizia maschile e la tensione di vivere sotto l’occupazione israeliana, è stato selezionato come voce ufficiale della Palestina per la categoria Oscar 2022-23 Miglior lungometraggio internazionale. Il film, che è stato presentato in anteprima mondiale a Cannes Un Certain Regard all’inizio di quest’anno, segue un padre di famiglia di nome Waleed la cui depressione cronica ostacola i suoi sogni di una carriera di scrittore e lo porta sulla strada del vicino e piccolo criminale Jalal."
(Taxi Driver)
 
"“Mediterranean Fever” è una commedia con sfumature noir, a cavallo tra umorismo e dramma. È la storia di un’amicizia tra due uomini palestinesi, vicini di casa, Waleed e Jalal, il primo scrittore, depresso, l’altro, vitale e dinamico intento in vari lavori e in loschi traffici. La vicenda, fatta di contrasti, qualche incomprensione e poi di vicinanza tra i due amici, si svolge ad Haifa, con il mare che fa sentire costantemente la propria presenza insieme alla “questione palestinese” affrontata senza retorica da una regista che ha il tocco lieve e lo sguardo profondo sulle cose e le persone"
(Repubblica)
 
 

 

 

 

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