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WINTER BROTHERS

UNA STORIA DI MANCANZA D'AMORE

 

VENERDI 02/6
► ORE 18.00(VOS)

SABATO 03/6
► ORE 19.30 (VOS)

 

DOMENICA 04/5
► ORE 18.50 (VOS)

  

DALL'ACCLAMATO REGISTA HLYNUR PALMASON

AUTORE DI "A WHITE, WHITE DAY" E "GODLAND"
IN ESCLUSIVA IL SUO FOLGORANTE ESORDIO

● LOCARNO 2017: MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA

 

PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA

 

 

 
Regia: Hlynur Pálmason
Attori: Elliott Crosset Hove - Emil, Simon Sears - Johan, Victoria Carmen Sonne - Anna,
Lars Mikkelsen - Carl, Peter Plaugborg - Daniel
Sceneggiatura: Hlynur Pálmason
Fotografia: Maria von Hausswolff
Musiche: Toke Brorson Odin
Montaggio: Julius Krebs Damsbo
Scenografia: Gustav Pontoppidan
Durata: 94
Colore: C
Genere: DRAMMATICO
Lingua Danese
Produzione: JULIE WALTERSDORPH HANSEN, HLYNUR PÁLMASON
Distribuzione: TRENT FILM
 
Un'odissea tra fratelli che non potrebbero essere più diversi, Johan e Emil, ambientata in una comunità rurale di estrazione del gesso durante un rigido inverno. Il minore Emil distilla un liquore Moonshine a base di sostanze chimiche rubate dalla fabbrica dove lavora. Emil è un ragazzo stravagante, che vive tranquillo in solitudine ed è accettato dalla comunità mineraria solo grazie a suo fratello maggiore Johan. Emil in segreto vuole essere solo desiderato e amato. Quando un collega di lavoro si ammala, il Moonshine ed Emil vengono subito accusati. Vendetta, solitudine e ricerca di amore pervadono questa moderna odissea tra fratelli.
 
"UNA FAIDA TRA FAMIGLIE"
(MYmovies)
  
"Con Emil, sto esplorando la mancanza di amore o il desiderio e il bisogno di essere desiderati e amati. Volevo rappresentare tutto questo in Emil, con un linguaggio cinematografico. Emil ha un disperato bisogno di aggrapparsi a qualcuno o qualcosa, ma allo stesso tempo è alieno rispetto a chiunque. Ho provato a spogliarlo di tutto tranne che dei suoi istinti di base. Forse è per questo che soffre così tanto.
È “l’idiot savant” e forse un po' fuori dal proprio tempo.
Winter Brothers è il mio esordio nel lungometraggio, ed è una vera e propria estensione di tutto il mio lavoro precedente. Si tratta di un film diverso da qualunque produzione recente, islandese o danese. I miei primi lavori puntavano già in altre direzioni, ovviamente sto esplorando altro. Lo dico anche se non credo che esistano al mondo due filmmaker perfettamente identici: se sei veramente autentico nel tuo lavoro riuscirai a creare qualcosa di veramente unico. Penso che sia il singolo artista, con il suo temperamento e la sua personalità, a dare colore e vita al cinema di oggi."
(Il Regista Hlynur Pálmason)
 
" L’aspetto estetico altamente curato è quello che davvero si fa notare in Winter Brothers. La storia è ambientata in scenari pittoreschi e innevati, immortalati con potenza dal lavoro di Maria Von Hausswolff, con un’inquadratura dai bordi arrotondati e un formato simile alla 35 mm e sovrapposti all’imponente sound design di Lars Halvorsen, fatto di suoni industriali e naturali. Con questi elementi, Pálmason ha realizzato un film coerente e incredibilmente vivido. Il film poteva essere facilmente una rappresentazione moderna di una qualsiasi tragedia tra fratelli o l’ennesimo tentativo neorealistico di ritrarre la solitudine della vita in una comunità dura e priva di amore, ma Pálmason decide di bilanciare attentamente tutti questi elementi e consegnarci qualcosa che è sia naif che sofisticato. Si tratta di un’opera d’arte delicata e pungente e con un grande cuore; esattamente quello che dovrebbe trovarsi nel lavoro di un regista esordiente"
(Cineuropa)
 
" Uno di quei film-sudoku che ti fanno andare fuori di testa "
(Nuovo Cinema Locatelli)
 
"Nel suo esordio dietro la macchina da presa, Pálmason mostra uno stile visivo dinamico, sontuoso e affascinante,
rivelandosi già come un grande autore" 
(Cinematographe)
 
"Non c'è nemmeno un fotogramma sprecato nel debutto alla regia di Hlynur Pálmason. Anche se sorprende trovare in un'opera prima una tale consapevolezza visiva scandita da una potente intuizione stilistica, è meno insolito pensare che Vinterbrødre sia parte di un percorso che incrocia fotografia, pittura, land art e installazioni; inoltre, si nutre costantemente della forza degli elementi naturali. Il candore del film non è rappresentato solo dalla neve che ricopre un paesaggio naturale e devastato e quel nero totale non è rappresentato solo dall'oscurità assordante di una montagna. Pálmason, infatti, usa anche minerali e sostanze chimiche quasi fossero i personaggi di una sua opera d'arte, disperde forme e tracce, colloca oggetti e gesti iconici. Al bianco e al nero prominenti si aggiungono colori più estremi e alcune scene meriterebbero un espressivo sfocato che non è più consentito dal digitale. Così appare il mondo per Emil, che dietro lo sguardo enigmatico e incredibile di Elliott Crosset Hove, conosce solo improvvise pulsioni estreme e opposte. Il suo mondo è in una nuova guerra fredda, i nemici sono ovunque.."
(Sergio Fant)
 
 
 

 

 

 

 

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