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 LA SCELTA

  

VENERDI 31/3
► ORE 20.00

 
PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA
 

 

 

Soggetto: Carlo A. Bachschmidt | Stefano Barabino | Michele Ruvioli

Regia: Carlo A. Bachschmidt

Fotografia: Stefano Barabino

Montaggio: Luca Mandrile

Musica originale: Roberta Barabino | Alessandro Paolini

Montaggio del suono e supervisione musicale: Stefano Grosso

Suono in presa diretta: Carlo A. Bachschmidt | Michele Ruvioli

Color: Marco Coradin Produttore creativo:  Dario Zonta

Produzione: Carlo A. Bachschmidt | Stefano Barabino | Michele Ruvioli in collaborazione con ZaLab

Film Protagonisti: Luca Abbà | Nicoletta Dosio | Emanuela Favale | Silvano Giai

Davide Grasso | Dana Lauriola | Marisa Meyer | Alberto Perino | Paolo Perotto | Gabriella Tittone

Screen ratio: 16:9

Lingua: italiano

Formato: HD

Paese: Italia, 2022

Durata: 83 min

Distribuzione Zalab

 

 

Raccontare il movimento No Tav disgregando l'immagine che molta informazione mainstream ha costruito in questi anni: un gruppo di terroristi o potenziali tali, senza un volto e senza alcun rispetto (per le istituzioni, per il progresso, per il "bene" generale). Come farlo? Umanizzandolo, personalizzandolo, mostrando una volta tanto i volti, le facce, la normalità di chi da molto tempo ormai giorno dopo giorno cerca di difendere la propria terra, il futuro dei propri figli e anche, almeno così credono, il proprio Paese. E' questa la "scelta" compiuta da Carlo A. Bachschmidt, regista, e dai suoi co-autori Stefano Barabino e Michele Ruvioli (ma va citato anche il produttore creativo Dario Zonta). Una scelta coraggiosa quanto semplice, che però infastidisce chi sulla generalizzazione terroristica e terrorizzante del "movimento" ha sempre puntato, perché ne disarma la propaganda ormai consolidata. Donne e uomini qualunque, giovani e anziani inoffensivi, famiglie che non vogliono subire un sopruso dallo Stato che ritengono ingiusto e anche inspiegabile economicamente, come moltissimi esperti hanno dichiarato nel tempo ma come nessun "esperto" sembra voler discutere senza pregiudizi. Ma al di là delle opinioni pro o contro quella che dovrebbe essere solo un'infrastruttura e invece è diventata anche un simbolo, di resistenza e di posizione, "La Scelta" non entra troppo nel merito della linea ad alta velocità, se non con qualche vago accenno: l'obiettivo di umanizzare il "nemico" è raggiunto.

Difficile, a visione finita, non essere indotti ad ascoltarlo veramente, una volta ogni tanto (non la prima, stesso obiettivo era ad esempio alla base di "Qui" di Daniele Gaglianone), quel temibile avversario. E a quel punto magari anche accettarne la versione...

 

 

“Abbiamo voluto mettere a fuoco – perché è questo che ci ha colpito – le motivazioni più strettamente personali che hanno spinto queste persone a continuare nel loro percorso di lotta, che ormai coincideva con quella della loro vita, malgrado il costo altissimo che hanno dovuto pagare. Le storie di queste persone ci sono sembrate uno spunto per riflettere sulla capacità, anzi volontà, appunto scelta, dell’essere umano di restare fedele a sé stesso, contando sulla fiducia della comunità in cui vive e di cui è solidale, in cui ritrova un senso per la propria vita. Il tutt’uno di vita personale e impegno politico: questo è ciò che ci ha colpito. La loro vita è stata stravolta dal TAV, che li ha messi di fronte a situazioni che mai avrebbero previsto. Ma è proprio in questa capacità di risposta, in questo impegno nel non mollare, in questa affermazione del proprio convincimento, che l’essere umano si rafforza innanzitutto per sé stesso e poi con gli altri, nella scelta di una vita spesa nella massima pienezza e sincerità. Ed è questa per noi la carta vincente anche politicamente"

(Il Regista Carlo Bachschmidt)

 

"Per buona parte dell’informazione, e forse dell’opinione pubblica, i valsusini sono no tav, e il termine è ambiguo: per i contestatori questa sigla è un fattore identitario, ma per i media principali è l’etichetta per appiattire e banalizzare trent’anni di resistenza. "La scelta" risolve il problema linguistico e racconta i cittadini della valle nella loro vita quotidiana, nel candore politico e, talvolta, nella stanchezza."La scelta" è ideologico, come ideologici sono i giornali, i telegiornali, i partiti; persino l’indifferenza è una ideologia, e la neutralità non esiste. È una scelta di campo, quella del regista, porsi al di qua della macchina da presa. Per dieci anni Carlo Bachschmidt, compagno della valle, ne ha ripreso la vita e ascoltato ragioni e sentimenti. I volti del documentario sono una figlia che accudisce la propria madre di novantacinque anni, gli addetti alla mensa, gli operatori della redazione radiofonica, i militanti a volto coperto che tagliano il recinto del cantiere con le cesoie, i compagni a processo e Davide Grasso che ha combattuto a fianco dei curdi nel Rojava. Ma rispetto a questi personaggi quale sarà lo sguardo di un poliziotto, di un capocantiere o di un dirigente ferroviario, a patto che vedano il documentario in sala? E quale sarà lo sguardo di uno spettatore comune?"

(Onda cinema) 

 

 

 

 

 

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