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I NOSTRI IERI
 
PROSSIMAMENTE NUOVAMENTE IN PROGRAMMAZIONE

 

PRIMA VISIONE IN ESCLUSIVA

 

 

 

Regia: Andrea Papini

Attori: Peppino Mazzotta, Francesco Di Leva, Maria Roveran, Daphne Scoccia, Thierry Toscan

Sceneggiatura: Gualtiero Rosella, Manuela Tovo, Andrea Papini

Musiche: Fabrizio Bondi

Montaggio: Maurizio Baglivo

Costumi: Paola Marchesin

Colore: C

Genere: DOCUMENTARIO

Produzione: ATOMO FILM

 

 

La passione per il lavoro spinge Luca, documentarista prestato temporaneamente all'insegnamento in una struttura carceraria, a ricostruire, assieme ai detenuti, il delitto di uno di loro, forzandone la volontà. Ripercorrendo a ritroso il percorso degli avvenimenti per realizzare le scenografie da sovrapporre con la tecnica del blue screen, Luca si trova ad incontrare i legami familiari che ruotano attorno all'accaduto spingendolo ad interrogarsi sul suo stesso rapporto tra identità e memoria.

 

"UN FILM SUL CINEMA E SUL SUO POTENZIALE COME STRUMENTO PER FARE MEMORIA APRENDOSI AGLI ALTRI."
(MYmovies)
 

“Un carcere, se pure immaginario, comporta la presenza di un delitto. Delitto che nel film si svela senza alcuna violenza esibita. Il nostro carcere è pieno di cancelli di ferro e custodisce i ricordi che prendono vita nella realizzazione del saggio di un corso di cinematografia. I nostri ieri ne è il titolo, Luca, documentarista, ne è l’artefice che si troverà a mettere a confronto il proprio semplice e ingenuo passato con quello immenso, nella sua gravità, del detenuto Beppe del quale viene raccontata la storia. Paradossalmente, la cinica messa in scena del delitto permette al gruppo di detenuti che collaborano alla realizzazione del saggio di trovare riscatto proprio nel lavoro di squadra compiuto. Così, dall’incontro casuale di tre esclusioni (materiale, affettiva, sociale) i protagonisti costruiscono le basi per un nuovo futuro.

Pervasi dalla bulimia d’immagini frenetiche che ci circondano, abbiamo sentito il bisogno che le immagini stesse ritrovassero il proprio tempo per permettere ai personaggi di parlare sottovoce, quasi fossero le loro anime a sussurrare, per narrarci quanto di più profondo è contenuto nei ricordi che generano le nostre identità. Il cinema, al contrario della vita, riesce a fermare il tempo. E i nostri personaggi, imparando a usarlo, ricostruiscono la memoria sulla quale appoggiare il loro futuro, i nostri futuri”.

 (Il Regista Andrea Papini)
 
“Il cinema è un lavoro di occhi, quando c’è qualcosa da raccontare e si ha la fortuna di non doverla verbalizzare, l’unico strumento sono i propri occhi”. (L'attore Peppino Mazzotta)
 
«Il nuovo film di Andrea Papini: il tempo perduto e il carcere come possibilità di riscatto. Garbato, misurato, sottovoce.
A stretto giro dopo la teatroterapia in carcere di Riccardo Milani (Grazie ragazzi), dunque, arriva un altro film sulla galera come luogo di riabilitazione sociale e non di sprofondo. Misurato, compassato, minimalista, forse gioca male alcune sue carte, ma si sostiene (e si sostanzia) nella recitazione in levare, essenziale ed essenzializzata degli attori e delle attrici. Cerca e trova, così, nel pudore del sottovoce, nel non detto, nel garbo misurato dei silenzi espressivi, degli occhi (notevoli gli sguardi in camera lacrimosi di Teresa Saponangelo) la sua cifra distintiva e la riconoscibilità artistica della sceneggiatura (lo stesso regista con Gualtiero Rosella e Manuela Tovo con Maria Roveran, anche attrice).»
(Cinematografo)

 

«I nostri ieri, risalire alle radici dei ricordi può “correggere” il presente? Storia di un making of di un documentario che vuole dare spazi aperti a memorie dal carcere e finisce per cambiare il presente di tutti i coinvolti. Rinchiusi e non»

(GQ)

 

 

 

 

 

 

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